L’ecocardiogramma da sforzo è una procedura diagnostica non invasiva che unisce due tecniche fondamentali per monitorare la salute del cuore. Intervista al dott. Riccardo Bigi, Coordinatore Servizio Cardiologia CDI

L’ecocardiogramma da sforzo (sinonimi ecostress o ecocardiocolodoppler dopo prova fisica) è una procedura diagnostica non invasiva che unisce due tecniche fondamentali per monitorare la salute del cuore: l’ecocardiografia, che utilizza gli ultrasuoni per ottenere immagini dettagliate del cuore, e il test da sforzo, durante il quale il cuore è sottoposto a un aumento progressivo della sua attività di pompa. Scopo di questo esame è valutare la risposta del cuore a condizioni di stress fisico al fine di rilevare eventuali anomalie che potrebbero non essere evidenti a riposo.
Come si esegue l’ecocardiogramma da sforzo?

Il paziente viene fatto accomodare su un apposito lettino provvisto di pedaliera (lettoergometro), generalmente inclinato fra 45°e 60°, e quindi collegato tramite elettrodi applicati sul torace ad un sistema di monitoraggio continuo del segnale elettrocardiografico (ECG). In questa posizione, il cardiologo esaminatore è in grado di registrare, mediante ecocardiogramma effettuato in continuo appoggiando la sonda sul torace del paziente, il movimento delle pareti cardiache e la funzionalità delle valvole. Le immagini registrate all’acme dell’esercizio e nella fase di recupero vengono successivamente confrontate con quelle preliminarmente registrate a riposo tramite software dedicato. In aggiunta, l’andamento della pressione arteriosa è costantemente controllato durante l’intero svolgimento del test.
In cosa si differenzia dall’elettrocardiogramma (ECG) da sforzo?
La differenza tra un ECG da sforzo e un ecocardiogramma da sforzo riguarda principalmente le tecniche utilizzate per monitorare il cuore e le informazioni che ciascun esame fornisce.
Il primo registra l’attività elettrica del cuore durante esercizio fisico con lo scopo di identificare direttamente anomalie del ritmo cardiaco e indirettamente segni di deficit dell’irrorazione del muscolo cardiaco (ischemia).
Con l’aggiunta della tecnologia ultrasonografica, l’ecocardiogramma da sforzo integra la valutazione attraverso l’analisi in tempo reale del movimento delle pareti del cuore e delle caratteristiche del flusso sanguigno attraverso i suoi apparati valvolari.
In quali situazioni è utile l’Ecocardiogramma da sforzo?
- screening in soggetti con probabilità intermedia di malattia coronarica
- test da sforzo non diagnostico o dubbio
- alterazioni dell’ECG a riposo che ne impediscano una interpretazione durante sforzo (ad es. blocco di branca sinistro, ipertrofia ventricolare sinistra, terapia con digitale, ecc.)
- valutazione del potenziale ischemizzante di lesioni coronariche di grado intermedio già note
- elevati valori di “calcium score” coronarico (eccesso di calcio sulle pareti dei vasi coronarici) riscontrato durante TAC coronarica
- valutazione funzionale di alcune patologie valvolari già note (principalmente stenosi e/o insufficienza aortica e insufficienza mitralica) per valutarne il grado di severità e la capacità di adattamento del cuore e ricavarne informazioni utili a definire la strategia di cura più opportuna
- presenza di dispnea (mancanza di fiato) durante sforzo di incerta origine
Norme e consigli per la preparazione
- evitare di mangiare immediatamente prima dell’esame; fare una colazione leggera, almeno 2 ore prima di eseguire l’esame ed evitare bevande alcooliche, caffè, thè e fumo per almeno 3 ore prima.
- non applicare sul torace creme, oli e/o borotalco di alcun genere
- la consueta terapia domiciliare può essere regolarmente assunta prima dell’esame, ad eccezione dei farmaci beta-bloccanti che in alcuni casi vanno sospesi gradualmente a partire da 3-5 giorni prima secondo le istruzioni del medico curante
- In presenza di influenza, raffreddore, tosse, asma o febbre, come in caso di valori pressori non adeguatamente controllati, è assolutamente indicato procrastinare l’esame
- indossare un abbigliamento adeguato per eseguire la prova fisica evitando indumenti stretti e scarpe scomode o inadatte; in taluni laboratori, come quello del CDI, vengono forniti indumenti e calzari monouso ad hoc
Quanto dura l’esame?
La durata dell’esame è molto variabile essendo essenzialmente condizionata dalla resistenza fisica del paziente e dal suo grado di allenamento.
Esistono, tuttavia, alcuni criteri di interruzione indipendenti dalla tolleranza fisica, quali il raggiungimento della frequenza cardiaca target, un eccessivo rialzo o un’inappropriata riduzione della pressione arteriosa, la comparsa di aritmie e di segni di ischemia sufficienti a considerare conclusivo l’esame.
Vantaggi e Sicurezza dell’Ecocardiogramma da sforzo
I principali vantaggi di questa tecnica sono rappresentati dalla non invasività (non vengono introdotti strumenti all’interno del corpo), dalla ripetibilità e dal non utilizzo di mezzi di contrasto e/o radiazioni ionizzanti.
La sicurezza dell’esame è di fatto assimilabile a quella dell’ECG da sforzo e nota da molti decenni. Il rischio di complicanze maggiori è sostanzialmente molto basso: i dati pubblicati in letteratura riportano una mortalità di 1:10.000 e una morbidità di 3:10.000, entrambe peraltro limitate a fasce di utenza ad elevato rischio pre-test. Più frequente, di contro, il riscontro di aritmie non pericolose e di breve durata.
Principali controindicazioni
Analogamente all’ECG da sforzo, il test è forzatamente controindicato in caso di problemi articolari, neurologici, motori o vascolari che limitino significativamente la capacità fisica del paziente. In queste situazioni potrà essere valutata l’opportunità di eseguire il test con stimolo farmacologico in sostituzione dello stress fisico.
Esiste inoltre una serie di controindicazioni assolute e relative direttamente connesse a specifiche situazioni cliniche che il cardiologo esaminatore deve valutare attentamente prima di eseguire l’esame.
In conclusione, l’ecocardiogramma da sforzo è un esame fondamentale per diagnosticare e monitorare diverse patologie cardiache, in particolare quelle che si manifestano sotto stress fisico. Grazie alle sue caratteristiche di duttilità, non invasività e neutralità biologica ed alla sua capacità di fornire informazioni dettagliate sul cuore in condizioni di attività, questo test riveste un ruolo clinico di assoluta rilevanza per la diagnosi precoce e il trattamento tempestivo di diverse patologie cardiovascolari.